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Chiama...le emozioni


Ingegnere.
Capo di stabilimento.
Imprenditore.
Mi scrivi. Mi raggiungi. Mi dici: “Dottoressa aiutami sto facendo solo c...” oppure “forse mi sto complicando la vita...non è che mi fa male qualcosa ma mi sento giù”.

Mi informi che hai mal di schiena o un pò di gastrite o dermatiti varie. Io so che hai impiegato la tua vita a costruire qualcosa che è lì, referente tangibile ed osservabile.

Che sia la tua azienda o il tuo prodotto o la tua carriera professionale, questo qualcosa è importante. Mi insegni tutto a proposito di tenacia, volontè e laboriosità. Hai faticato tanto, ti sei impegnato tanto, hai esposto il tuo culetto al rischio di non riuscire, ma nel perseguire il tuo obiettivo la fovea del tuo occhio si è mossa sempre e solo e unicamente intorno a te.

Fuori di te. Oggi hai, oggi fai. Ma CHI sei? Cosa si muove ora dentro di te? E' paura, tristezza, rabbia? Insoddisfazione? Concentrando lo sguardo “intorno a te” hai tralasciato di dare ogni tanto una sbirciatina “dentro di te” e ora guardi con impaccio, a volte con sorpresa questo magma indefinito che bussa da dentro. Le emozioni.

Non sono un distintivo di fragilità. Non vanno temute. Non stiparle li dentro ammassandole da qualche parte. Rischi che deflagrino all’improvviso o che, piano piano, scrivano dentro di te le pagine di un malessere generalizzato. E’ importante riconoscerle e accettarle per quello che sono queste emozioni. Sentinelle che ti indicano cosa desideri e cosa invece per te non è proprio ok.

Imparare a manifestarle nel modo opportuno ti aiuta a sentirti bene in questo involucro che custodisce te stesso, ti aiuta a conoscere i tuoi desideri e ad avere rapporti più autentici con gli altri.

E ora che dici? Ci prendiamo un caffé e iniziamo a lavorare?

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